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XXV Giochi Olimpici Invernali

Milano-Cortina 2026
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Al bar Duomo di Lissone in piazza Giovanni XXIII (chiesa parrocchiale) è stata allestita la sala dei Giochi Olimpici invernali con gli stendardi ed i simboli delle XXV edizioni.

Farli conoscere agli italiani e soprattutto ai cittadini di Milano attraverso il servizio pubblico della TV italiana dovrebbe essere opportuno e doveroso.

La fiaccola passa da Lissone mercoledì 4 febbraio.

Giochi Olimpici Invernali
Giochi Olimpici Invernali
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Cenni di storia dei Giochi Olimpici Invernali

La nascita dei Giochi Olimpici Invernali fu il risultato di un lungo percorso, segnato da ostacoli e forti contrapposizioni che inizialmente sembravano insuperabili.

Essi non erano ben visti dai rappresentanti del Comitato Internazionale dello Sci, fondato a Oslo nel 1910, con l'obiettivo di coordinare e regolamentare l'attività agonistica dello sci, salvaguardando al tempo stesso l'autonomia degli sport invernali.

In Svezia, a partire dal 1901, con cadenza quadriennale e su iniziativa del colonnello Viktor Gustav Balck, venivano organizzati i Giochi Nordici. Queste manifestazioni avevano come elemento centrale le gare di sci, discipline che già dai primi anni dell'Ottocento si svolgevano nella regione del Telemark, in Norvegia.

Anche il Comitato Olimpico Internazionale guardava con diffidenza alla nascita di un evento olimpico dedicato agli sport invernali. La maggior parte dei suoi membri, appartenenti quasi esclusivamente all'aristocrazia, temeva l'ingresso di persone considerate estranee al proprio ambiente sociale.

Costituirono un'eccezione l'italiano conte Eugenio Brunetta d'Usseaux, segretario generale del CIO dal 1900, e alcuni esponenti francesi, tra cui il marchese di Polignac e il conte di Cléry. Grazie al loro intervento, fu possibile inserire come sport "facoltativi" il pattinaggio su ghiaccio e l'hockey su ghiaccio nel programma olimpico.

In occasione dell'VIII edizione dei Giochi Olimpici di Parigi del 1924, essi ottennero inoltre l'organizzazione a Chamonix di una manifestazione di apertura denominata Settimana degli sport invernali.

Il grande successo dell'evento, che vide la partecipazione di 16 nazioni e circa 300 atleti, spinse il Comitato Olimpico Internazionale, durante il Congresso di Praga del 1925, a riconoscere ufficialmente l'importanza degli sport invernali.

Di conseguenza, la Settimana degli sport invernali di Chamonix venne riconosciuta retroattivamente come prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, una denominazione che soddisfaceva anche i rappresentanti dei Paesi nordici, poiché includeva il termine Giochi e non Olimpiade.

L'Italia e i Giochi Olimpici Invernali: successi, esclusioni e nuove aperture

La prima medaglia d'oro olimpica invernale dell'Italia viene conquistata nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen dalla pattuglia militare, con il capitano Silvestri, Sergente Perrone e gli alpini Scilligo e Sertorelli.

Durante la stagione invernale 1940-1941, in piena Seconda guerra mondiale, la Germania organizza a Cortina d'Ampezzo una manifestazione presentata come mondiale e come Giochi Olimpici Invernali. Tuttavia, tale evento non è mai stato riconosciuto ufficialmente né dal Comitato Olimpico Internazionale né dalla Federazione Internazionale dello Sci.

Nel 1956 l'Italia ottiene l'organizzazione dell'VIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali a Cortina d'Ampezzo. Questa edizione è ricordata come la prima a essere trasmessa in televisione e come un momento di grande rilancio internazionale per lo sport italiano.

Per la prima volta nella storia dello sport, una donna italiana conquista una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici Invernali: Giuliana Minuzzo vince la medaglia d'oro nello sci alpino, specialità discesa libera, e presta il giuramento olimpico a nome di tutti gli atleti.

A Cortina 1956 partecipano per la prima volta anche atleti dell'Unione Sovietica. L'edizione si svolge in un clima di relativa serenità e fratellanza sportiva, riunendo atleti appartenenti a ideologie politiche molto diverse.

L'unica nota negativa è rappresentata dall'esclusione dell'atleta italiano più rappresentativo dell'epoca, Zeno Colò, accusato di professionismo e costretto ad accendere il braciere olimpico con la fiamma olimpica, senza poter partecipare alle gare.

Nel 1952, a Oslo, viene organizzata una nuova edizione dei Giochi Olimpici Invernali, mentre nel 1994, a Lillehammer, i Giochi vengono programmati eccezionalmente a soli due anni di distanza da quelli di Albertville 1992, a seguito della decisione del CIO di separare temporalmente Olimpiadi estive e invernali.

L'edizione di Lillehammer 1994 si svolge in una piccola città a circa 200 chilometri da Oslo ed è considerata una delle Olimpiadi Invernali meglio organizzate di sempre. La cerimonia di apertura è seguita da centinaia di migliaia di persone e l'evento si distingue per l'attenzione all'ambiente e per l'entusiasmo del pubblico.

Tra i risultati sportivi più significativi si ricordano le vittorie italiane di Debora Compagnoni nello sci alpino e di Manuela Di Centa nello sci di fondo, oltre ai successi di Alberto Tomba, che consacrano l'Italia come una delle nazioni protagoniste dei Giochi.

Bar Ristorante Duomo - Piazza Giovanni XXIII, Lissone

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